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domenica 28 novembre 2010

?

Si può trovare incantevole una persona al di la' del sesso?

domenica 22 marzo 2009

giovedì 8 novembre 2007

La Distanza - Paolo Benvegnu'

Muovi le tue mani su di me
il silenzio sembra indispensabile
per controllare le parole
e dimostrare di sentirsi debole

Tu da me non hai che l'assenza
quello che ti resta e' la distanza
Tu da me non avrai che l'assenza

Muoviti rapidamente e legami
poi controlla l'instabilita'
di ogni nostro punto di contratto
e spiegami cosa vuoi da me
come devo cambiare per non farti star male

Tu da me non hai che l'assenza
quello che ti resta e' la distanza
Tu da me non avrai che l'assenza
quello che ti resta e' la distanza
la distanza

Muovi le tue mani su di me
il silenzio sembra indispensabile
e poi finire le parole dentro ai gesti stanchi
e poi tornare ad imparare a rimanere soli
siamo lontani
lontani

cosi' quello che ti resta e' la distanza

Tu da me non avrai che l'assenza
quello che ti resta e' la distanza
la distanza

e poi finire le parole
come finire le parole
come finire le parole
come finire le parole

lunedì 27 agosto 2007

avrei voluto fosse per me

Scusami sono un po' confuso
dopo i trent'anni dicono che sia normale
che succede a tutti
nessuno escluso
e meno male che ho l'istinto e l'abitudine
ad arginare questo vuoto di inquietudine
perché se avessi meno cose per cui correre
dovrei guardare in faccia il buio
farmi raggiungere

Pesano senz'altro i miei trascorsi
sulle rive dell'Arrone
in questo modo di guardarsi da una nuova angolazione
pesa il fatto di non essere coperti dal segnale
e non è niente male
ma non è niente male

Ma c'era lei
c'era lei c'era lei
c'era sempre lei
era sempre lei solo lei

è vero era lei
la mia destinazione
io come un pendolino
verso la sua stazione
era davvero lei
vi sembrerà scontato
ma non si vede un velo
finchè non s'è levato
è vero era lei
tutta la sofferenza
lei era malattia e poi e poi
e poi convalescenza
era soltanto lei
a dare un ritmo al tempo
lei che rubava luce
e regalava vento

E fu per lei che un giorno
si inventò l'inferno
il senso più malato
della parola eterno
si è vero era lei
tutta la sofferenza
lei era malattia e poi e poi
e poi convalescenza

Ed era sempre lei
la mia filosofia l'integralismo puro
la vera ortodossia
e ancora lei la nota
che ho sempre avuto in testa
la bocca disegnata
dalla mia mano destra

E meno male che ho l'istinto e l'abitudine
ad arginare questo vuoto di inquietudine

Dovrei guardare in faccia il buio
farmi raggiungere

Pesano senz'altro i miei trascorsi
sulle rive dell'Arrone
in questo modo di guardarsi
da una nuova angolazione
pesa il fatto di non essere coperti dal segnale
e non è affatto male
non è affatto male

È vero era lei
la mia destinazione
io come un pendolare
dentro la sua stazione

(Daniele silvestri)

venerdì 24 agosto 2007

regalo

Regalo questo spazio minuscolo...ma solo per questa volta :)

il tempo e lo spazio.

perchè mai le nostre vie si son incrociate? non vivevi forse tu in una cittadina lontana che nulla aveva a che fare con me.
perchè mai le lancette dei nostri orologi si son toccate? non contavi forse tu secondi più vetusti dei miei.
dici che il destino non esiste. forse hai ragione. forse no.
perchè son venuto verso te? non potevo volgere lo sguardo altrove con fare indiffirente?
no.
io ti voglio.
io ti cerco.
io benedico lo spazio ed il tempo che ci vollero vicini.
io maledico lo spazio ed il tempo che ci vuole lontani.

goffredo (alla ricerca dell'amor perduto)

Dopo - Rene' Daumal


Io rinascero' senza cuore,
sempre nello stesso universo,
portando sempre la stessa testa,
le stesse mani,
forse di colore diverso,
ma tutto cio' non mi consolera' affatto.
Saro' crudele e solitario
e mi nutriro' di serpi
e di insetti crudi.
Non parlero' con nessuno,
se non con parole di insetto
o di nude serpi,
con parole,che mio malgrado,vivranno e rideranno

lunedì 20 agosto 2007

da Secondo Quaderno di Giuliano Mesa

luci luci...
come riluce
cio' che ha luce,dentro,
che si spegne

splende perche' accalora

perche' non tace?
perche' se tace dice
"va bene,tutto questo buio -
dopo sara' soltanto un po' piu' scuro"

mercoledì 8 agosto 2007

Il sentimento delle cose - Paolo Benvegnu'

E vive ancora il sentimento delle cose,
mentre noi amiamo controllare tutto
La vita i pensieri degli altri, la morte
E non amiamo neanche il pane che mangiamo.
Noi non ringraziamo
Ma vive ancora il sentimento delle cose
Vivono gli alberi le case i sassi i nostri sogni le tv a colori,
le navi senza radici.
E siamo stupidi a pensare di esser soli,
senza più limiti senza più colori
Mentre noi siamo tesi a moltiplicare tutto.
Non riusciamo a considerare che le nuvole ci guardano e i mari ci controllano.
Ho visto i platani parlare con le antenne e il vento caldo confermare tutto, i treni e le radici scambiano segnali in codice.
E ho sentito nettamente i cani bisbigliare
Possibile che mentre dominiamo tutto, ricostruiamo tutto e distruggiamo tutto. Perdiamo la memoria e non ne sentiamo la mancanza e intanto i pesci continuano a nuotare.
Quanti libri nell’acqua per non affogare
Mentre noi siamo tesi a moltiplicare tutto.
Non riusciamo a considerare che le nuvole ci guardano e i mari ci controllano,
le piante si difendono e i libri ci feriscono perché manchiamo della necessaria dignità
Un camion mi ha parlato del silenzio.
E ho visto un libro che stracciava banconote.
Un servo muto che adorava una voce
Le nostre armi stanno architettando un ammutinamento generale
Ma a questo impero ne succederanno tanti sempre più crudeli
ma sempre più eccitanti.
Ma forse allora i sentimenti delle cose ci chiameranno ci sveleranno tutto.
E forse ci re-insegneranno lo stupore

lunedì 9 luglio 2007

La mia follia...Artaud


Quest'albero e il suo brivido,
foresta cupa di richiami
e grida,
mangia il cuore oscuro della notte.

Aceto e latte,il cielo e il mare,
la massa densa del firmamento,
tutto cospira a questo turbamento
che dimora nel cuore denso dell'ombra.

Un cuore che scoppia,un astro duro
che si sdoppia e nel cielo si espande,
il cielo limpido che si incrina
al richiamo sonoro del sole,
fanno lo stesso rumore,
fanno lo stesso rumore della notte
e dell'albero al centro del vento.